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nome diverso: coccola del cipresso, bacca del lauro, ghianda della quercia, dattero della palma.
Anche in Toscana si scambia facilmente il melo per «la mela», il pero per «la pera», ecc.
90. I nomi propri geografici di regola seguono il genere del nome comune corrispondente: il (mar) Caspio, il (lago) Trasimeno, il (fiume) Volga, il (monte) Fallerona, l’isola di Sicilia o la Sicilia, la bella (città di) Napoli. Fanno eccezione: la Propontide, alcuni nomi di monti o catene di monti come la Maiella, le Alpi, alcune isole come il Madagascar, e quasi tutti i nomi de’ fiumi terminanti in -a. Si veda, in proposito di questi ultimi, la celebre ode manzoniana Marzo 1821 alla strofe:
Chi potrà della gemina Dora,
Della Bormida al Tánaro sposa ecc.
I nomi di regioni, continenti, ecc., in -a o -de sono femm.: la Campania, l’Oceania, l’Ellade; ma il Béngala.
§ 5. — Nomi alterati.
[Accrescitivi, diminutivi, peggiorativi, vezzeggiativi.]91. Un singolare primato su non poche lingue antiche o moderne hanno i dialetti toscani o toscaneggianti per la «proprietà di accrescere o diminuire, peggiorare o ingentilire l’idea d’una cosa, mediante vari suffissi, e di farne insieme l’elogio e la caricatura», fondendo a volte le sillabe «in guisa da dare, con un termine solo, della cosa medesima l’idea o peggiorativa e vezzeggiativa insieme unite, o l’una delle due accresciuta sulla positiva in un senso e diminuita in un altro, ovvero diminuita due volte, come in questi modelli, consonettinaccia, giovanottino, grassottino, ignorantoncino, ladroncellinaccio, librettucciac-