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march. er piú fronte cattío è stato el nostro; lucch. la piú donna chiacchierona ch’abbia mai conosciuto sei tu.
Di altri comparativi e superlativi (organici) che anche in italiano hanno perduto la loro natura, i dialetti usano la corrispondente forma sciolta, o altra corrispondente: così, in vece di superiore, inferiore, diranno più alto, più basso, opp. di sopra, di sotto: rom. le cammere de sopra, le camere superiori.
[Altre forme di superlativo.]101. Dialetti e lingua hanno, tuttavia, innumerevoli modi di dare all’agg. forza di superlativo: arcicontento, straricco, magro magro, briaco fradicio, nuovo fiammante, rosso infuocato; particolarm. dialettali sono i modi: umbr. nuo matre, «nudo madre», nudo nudo, grasso ’mpallato, come una palla, jaccio marmito freddo gelato; e col part. in -ente, lomb. emil. ross foghent, umbr. méllo colente.
Tuissimo, più sublime, sublimissimo, padronissimo, bastonabilissimo, e molte altre formazioni di tal genere sono consentite in casi particolari o di stile familiare.
La proprietà del grado hanno anche, come s’è visto, alcuni degli aggettivi indicativi: è più mio che tuo, più nostro che vostro.
§ 4. — Numerali.
[Varie specie:]102. Si dividono in cardinali, ordinali, collettivi, moltiplicativi, distributivi.
Di essi è declinabile solo uno: trentuno scudo, ventuna lira (che son forme abbreviate di trenta e uno scudo, venti e una lira: ma mille e una notte e i dialettali trentauno, zento-e-zinquanta, che il tosc. accorcia in cencinquanta, come cenquaranta e così via.