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Pagina:Trabalza - Dal dialetto alla lingua, 1917.pdf/66

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Qualche dialetto declina anche due: borm. doj, dòa, ventidoj e ventidda, dojmila e doamila.

b) Ordinali, corrispondenti ai cardinali, e esprimenti l’ordine: primo, secondo, terzo, ecc.
c) Collettivi: paio, paia; coppia, coppie; diecina, dozzina; migliaio; entrambi; quaderno, quinterno; terzina, sestina; quinario; binario; centenario, ecc.

Il dial. cal. ha treina due o tre, quattrina tre o quattro, cinquina quattro o cinque, e così via seina, settina, ottina.

d) moltiplicativi: doppio, triplo, ecc.; duplice, quadruplice, ecc.
e) distributivi: ad uno ad uno, per tre, per mille, ecc.

Mezzo (mezzo foglio, mezza pagina) è indecl. quando è sostantivo e significa metà: una lira e mezzo, una casa mezzo distrutta, per metà distrutta. Mai dialetti lo declinano. ’

§ 5. — Aggettivo sostantivato e altre particolarità.


[Proprietà che ha l’aggettivo di sostantivarsi.]103. L’aggettivo adoperato senza il nome a cui logicamente appartiene e che può esser facilmente sottinteso, viene ad assumere funzione o natura di nome sostantivo, e però dicesi sostantivato: in alcuni che tale natura hanno preso stabilmente, non si avverte neppur più il carattere primitivo di aggettivi: giornale, massima, prossimo, manzo, pubblico (il popolo; il pubblico de’ teatri); il che dicasi anche de participi: detto, fatto, manoscritto, sposo, soldato, Messa.

La proprietà di sostantivarsi è comune ai qualificativi e agl’indicativi: «I poveri, ci vuol poco a farli comparir birboni»; «Anche questa gli hanno