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Pagina:Trabalza - Dal dialetto alla lingua, 1917.pdf/67

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rapportato le chiacchierone», «La sventurata rispose», «La finirò io» (Manz.); gli sciocchi, «i bravi», l’offensiva, nel bergamasco, l’Addolorata, alla svelta, agli estremi, il. vero, il bello, di cotte e di crude, ecc.

104. Per la concordanza dell’aggettivo col nome, si osservi: 1° esso va nel genere e numero del nome; 2° se i nomi son più e d’uno stesso genere, si pone al plur. in quel genere; 3° se sono di genere diverso, prevale il maschile.

105. Ne’ dialetti centro-merid., di solito l’aggettivo si pospone: nap. cunvento nuosto, benefattore nuosto, abr. amecizia ’ndiche, antica amicizia; ma ’na bbona mamme una buona madre, la mamma bbone, la vera madre, non la matrigna.

106. Davanti al comparativo qualche dialetto ripete a volte il positivo: sic.

Ciuri di lumìa
Nun cc’è un beddu cchiù beddu di tia.

IV. — IL PRONOME.

107. Il pronome, così chiamato perchè sta in vece del nome, è, secondo la relazione che esprime, personale, possessivo, dimostrativo, relativo (interrogativo, dubitativo), indefinito.

§ 1. — Personale.


108. Le persone indicate da questo pronome nel sing. e nel plur. sono tre: la prima, quella che parla (io, noi); la seconda, quella a cui si parla (tu, voi), la terza quella (o la cosa, riguardata in questo caso come persona) di cui si parla (lui, loro).