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Pagina:Trabalza - Dal dialetto alla lingua, 1917.pdf/75

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Quale, -i prec. dall’art. il lo, ecc.; in correlaz. con tale; comp. qualunque (sempre agg.);
Quanto, -a, -i, -e: in comp. quantunque solo avv.; in correlaz. con tanto;
Chi, che equivale a colui-ei che: comp. chiunque.

[Costrutto dialettale.]121. Più frequenti che nella lingua, sono ne’ dialetti le costruzioni irregolari, per troppa brevità, col che invariato: abr. quille che nné je piace la fatìje, quelli a’ quali (opp. a cui, cui) non piace la fatica. Ven.: che belo! bello!; chi che: non so chi che xe stato, non so chi è stato; cal. che beddu! bello! com’è bello!

§ 5. — Indefinito.


[Forme.]122. Designano persone e cose in modo indeterminato o generico:

Uno, -a (gli uni; le une) e comp.: alcuno, qualcuno, qualcheduno, taluno, ognuno. (ogni), ciascuno o ciascheduno, nessuno (niuno), veruno (neutro nulla, niente);
Certo (e, quasi numerali, parecchio, molto, poco, troppo, tutto, alquanto, tutto quanto);
Altro (pers. sogg. altri; altrui, di altri, ad altri);
Qualche, che in qualche dial. si sottintende davanti a cosa: cal. ’ulite cosa? volete qualche cosa?

Inoltre: checchessia (pers. chicchessia), qualsisia (pers. chi si sia), qualsivoglia (pers. chi si voglia), qualunque sia (pers. chiunque sia).

Notevole il seguente costrutto: abr. quando l’óme tè’ ffà, statte fitte, quando si è occupati, sta fermo, non dar noia.