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Pagina:Trabalza - Dal dialetto alla lingua, 1917.pdf/76

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V. — IL VERBO.

§ 1. — Tempi e modi.


[Variazione.]123. Il verbo, che esprime azione o stato, varia secondo la persona (n. 108), il tempo, e il modo ossia la indipendenza o dipendenza d’un’azione rispetto a un’altra: spero che arrivino in tempo.

[Tempi semplici e composti.]124. I tempi sono:

a) il presente, o dell’azione che avviene, mentre si parla: gridano;
b) il passato, che si suddivide in imperfetto e perfetto (remoto), secondo che dell’azione trascorsa si voglia indicare la durata (continuità) o il momento: gridavano, gridarono;
c) il futuro, o dell’azione che deve ancora accadere: grideranno.

A codesti tempi (semplici) che esprimono l’azione considerata in atto, ne corrispondono altrettanti (composti), che esprimono l’azione considerata in effetto:

al pres. leggo, il passato prossimo ho letto;
all’imperf. leggevo, il trapassato prossimo avevo letto;
al pass. rem. lessi, il trapassato remoto ebbi letto;
al futuro leggerò, il futuro anteriore avrò letto.

[Modi reggenti e complementari.]125. Rispetto ai modi, tre sono dell’indipendenza, o reggenti: l’indicativo (di cui si son visti tutti i tempi, che sono otto); il condizionale (che ha un presente, semplice, e un passato, composto) e l’imperativo; quattro della dipendenza o complementari: il congiuntivo (pres. e imperf., semplici; passato e trapassato, composti); l’infinito (presente sempl. e