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8. — Gerundio: presente.
| i cantando | ii-iii credendo | iv sentendo |
emil. cantánd, cherdènd, sentend; nap. cantanno, credenno, sentenno; ven. cantando, credendo, sentindo; sard. cantadu, cretidu; friul. cantad, crodud, sentud.
§ 4. — Forma riflessiva e passiva.
[Riflessivo;]132. La forma riflessiva si ottiene premettendo le particelle pronominali (mi, ti, si, ci, vi) a ciascuna voce verbale, eccettuate quelle dell’imperativo (2ª sing., 1ª e 2ª plur.), dell’infinito, del participio e del gerundio, alle quali invece si attaccano: véstiti, vestiámoci, vestítevi, vestirsi, vestítosi, vestèndosi; mi vesto, ci vestimmo, sì vestirono.
Notevole è ciò che avviene ne’ dialetti settentr., che recano già premesse al verbo le particelle pronominali nella forma non riflessiva: ne daremo un esempio, togliendolo dal milanese:
| mi me pentíssi | io mi pento |
| ti te se pentísset | tu ti penti |
| lu ’l se pentíss | egli si pente |
| nün se pentíssem | noi ci pentiamo |
| vijalter ve pentíi | voi vi pentite |
| luur se pentíssen | essi si pentono. |
Nel popolo s’ode anche mi se pentíssi o mi me se pentíssi, io mi pento, vijalter se pentíi o vijalter ve se pentíi, voi vi pentite. Anzi ve pentíi è molto, troppo civile.
Il si (se) per ci (ce) è comune ai vernacoli toscani, non escluso il fiorentino, e al romanesco: speravamo di divertirsi e invece s’annoiammo per divertirci e ci annoiammo.