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Pagina:Trabalza - Dal dialetto alla lingua, 1917.pdf/96

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o forte, altamente o alto, bene, meglio, ottimamente; più utilmente, il più utilmente; pochino, adagetto, maluccio.

Alla forma in -mente i dialetti, di solito, preferiscono l’altra più semplice: rom. ce vengo certo, sicuro, ci verrò sicuramente; abr. dijele secrete, diglielo segretamente.

[b) gli indicativi;]144. Gl’indicativi esprimono:

luogo: a) con riferimento alla persona che parla (v. 108): qui, qua (e comp.: quassú, quaggiú); costì, costà (e comp.); , , colà (o comp.): nello stesso modo: umbr. decco qui, desto costì, dèllo colà, e similmente o analogamente in altri dialetti;
b) in modo indeterm.: altrove, altronde, vicino, lontano, giù;
tempo: ora (e comp.: ancora, allora), oggi, ieri, domani, presto, tardi, subito, mai, spesso, sempre, già, dianzi, stamane, stasera, stanotte, prima, poi, intanto, ecc.;
modo o maniera: così, come, altrimenti, tanto, talmente: anche per questo genere di avverbi qualche dialetto ha forme relative alle persone (n. 108): umbr. cuscí, custuscí o tuscí, culuscí o luscí (alluscí) in questo, codesto, quel modo;
misura o quantità: assai, poco, affatto, più, meno, molto, abbastanza, niente;
affermazione, negazione, dubbio: davvero, non, nemmeno, certo, quasi, forse;
aggiunzione: anche, altresí, pure, ecc.

e no hanno una portata speciale, equivalendo a un’intera frase (parole olofrastiche).

Alcuni de’ sopraddetti avverbi possono avere i gradi di comparazione: più spesso, spessissimo.