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Pagina:Trabalza - Dal dialetto alla lingua, 1917.pdf/99

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Improprie sono altre parole, di solito aggettivi o verbi usati come prep.: eccetto, salvo, lungo, mediante, nonostante, e le locuzioni composte ordinariamente di un avverbio e di una preposizione: accanto a, fuori di, contro a, di fronte a, per mezzo del, ecc.

[Particolarità dialettali.]150. Frequente è ne’ dialetti lo scambio d’una preposizione per l’altra, l’ellissi e l’uso pleonastico di esse: mil. g’avii de savé, emil. a-j-í da savér, nap. avite sapé, avete a sapere; abr. ’nze vede de mení, sott’a la casce, sotto la cassa, sopra lu lètte, sopra il letto (v. 67); piem. fè d’ nus, fasso d’ bosch, gen. fa de noxi, fasso da legna, far noci, faccio legna (retto uso del partitivo); gen. de primmaveia a primavera, fratte da serchia, frate della cerca; sard. este paltidu a Roma è partito per Roma, istà a lettu tres mesos sta a letto da tre mesi.

VIII. — LA CONGIUNZIONE.

[Definizione:]151. La congiunzione unisce due proposizioni o due elementi uguali d’una stessa proposizione: i maestri vogliono che gli scolari siano buoni e studiosi.

[a) semplici;]152. Le congiunzioni semplici o proprie sono: e (ed) (= e non), o, ma, anzi, che, se, però, dunque, mentre.

[b) composte;]Le composte: perché, dacché, purché, allorché, benché; bensí, sebbene, quantunque, inoltre, ovvero, seppure, neppure (tra le quali sono alcuni degli avverbi relativi di cui s’è parlato, 146).

[c) modi congiuntivi.]Modi congiuntivi: per conseguenza, d’altra parte, per la qual cosa, ecc.