Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I.djvu/158

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I PERSIANI 119


bianco latte soave; e il succo d'api
suggitrici di fiori, il miele fulgido;
e di vergini fonti umide aspergini;
e, pretto umore di selvaggia madre,
questo fulgor d'annosa vite; e, dolce
fragrante, il frutto della oliva bionda
che rigoglio perenne ha tra le frondi;
e fiori, figli dell’altrice terra,
intrecciati in ghirlande. Amici, or voi
l'inno intonate che propizi questa
libagïon dei morti; e Dario, il Dèmone
fausto invocate: questi onori agli Inferi,
che li sugga la terra, io verserò.

corifeo


O regina, cui venera il popolo
persïano, i libami tu versa
della terra sui talami. Ai Dèmoni
che guidan gli estinti
chiederem noi frattanto con gl’inni
che sotterra benigni ci siano.


Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I-43.png