Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I.djvu/198

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Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I-55.png



PROLOGO


eteocle
Cittadini cadmei, chi su la poppa
de la città volge la barra, e regge
lo stato, senza mai sopire il ciglio,
parole acconce deve dir: ché quando
ridon gli eventi ella è mercè dei Numi;
ma se poi, deh!, non sia, male ne incolga,
per la città solo sarebbe Eteocle
con preludi d’obbrobrio altosonanti
e con querele decantato — Giove
che detto è salutar, salute arrechi
alla città di Cadmo. — Or tutti voi,
e quei che al fiore dell’età non giunge,
e quei che lo mirò vizzo negli anni,
riscotendo nei membri ogni vigore,
volgendo alla piú acconcia opra la cura,
date soccorso a Tebe, ed agli altari
dei patrî Numi, che non mai d’onore