Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I.djvu/210

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I SETTE A TEBE 171

quando già nubi sul capo gli pendono,
da disperata sciagura redimono.
eteocle
Pria della pugna, sacrifici e vittime
offrire ai Numi, compito è degli uomini:
il tuo, tacere e rimanere in casa.
coro
Dei Numi è grazia, se Tebe non dòmasi,
se l’urto ostile le torri schermiscono:
di quale biasmo può l’odio colpirmi?
eteocle
Io non ti vieto che tu onori i Dèmoni:
ma calma sii: non render pusillanimi
i cittadini, troppo non sii pavida!
coro
Udendo a un tratto il frastuono confuso,
nel tremebondo spavento, son corsa
a questa rocca, onorato rifugio.
eteocle
Or, se udrete annunciar morti e ferite,
non prorompete in ululi. Ché Marte
di ciò, di stragi d’uomini, si pasce.