Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I.djvu/215

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Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I-61.png

SECONDO CANTO INTORNO ALL’ARA

coro
Strofe I
Taccio; ma, sbigottito, requie non trova il cuore
nel sonno. Le finitime
angosce in esso accendono il terrore
dell’incombente esercito:
cosí pei nidïacei
teme i serpi, funerei
compagni al loro talamo,
la trepida colomba.
Questi alle torri incalzano:
sono turba, son popolo!
Di noi che mai sarà?
Quest’aspra furia scagliano
di sassi, che su i miseri
giú da ogni parte piomba.
Di Giove o figli, o Superi,