Pagina:Tragedie di Eschilo (Romagnoli) I.djvu/288

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PROMETEO LEGATO 249


o figliuole del padre Oceàno
che di sé cinge tutta la terra
con le insonni fluenti, guardate
e vedete, in che lacci costretto,
questa dura vigilia m’è forza
sostenere sui culmini eccelsi
di questo dirupo.

Antistrofe I
Prometèo, veggo. Ed una fosca nuvola
di lagrimose stille
mi preme le pupille,
te contemplando in lacci indissolubili
su questa roccia, a misero tormento.
Ma novello signor l’Olimpo regge;
ma con novella legge
or Giove a suo talento
lo scettro impugna, e tutto
che prima ebbe potere or vuol distrutto.
prometeo
Oh!, se sotto la terra, se al fondo
dell’Averno che accoglie i defunti,
se m’avesse, di lacci insolubili
tutto avvinto, con furia selvaggia
giú scagliato nel Tartaro illimite,
si che niuno dei Numi o degli uomini
di mie pene gioir non potesse!