Pagina:Tragedie di Euripide (Romagnoli) IV.djvu/106

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IFIGENIA IN AULIDE 103

che tu la tua figlia non mandi
all’ala d’Eubea sinuosa,
ad Aulide immune dai flutti:
ché in altra stagione le nozze
della figlia dobbiam celebrare.
VECCHIO
E Achille, deluso del talamo,
cosí, contro te di furore
non sarà tutto un fremito, contro
la tua sposa? Di tanto pericolo
mi dici che pensi?
AGAMENNONE
Il nome, e non l’opera, Achille
prestava: di nozze
nulla ei sa, né di quanto ora faccio,
né che a lui la fanciulla promisi,
al legittimo amor del suo talamo.
VECCHIO
Agamènnone re, troppo ardire
fu il tuo, che, promessa tua figlia
al figliuol della Dea, come vittima
tu venir la facevi pei Danai.
AGAMENNONE
Ahimè, ché allor fui dissennato,

ahimè ch’ora sono sacrilego.