Pagina:Tragedie di Euripide (Romagnoli) VI.djvu/60

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ANDROMACA 57


l’uomo e la donna hanno diritti: questa
quando lo sposo le fa torto: quello
quando la donna gli folleggia in casa.
Ma quello in mano ha una gran forza: questa
sui genitori conta e sugli amici.
Dunque, giusto non è che i miei soccorra?
Vecchio sei, vecchio. E quando tu la mia
spedizion rammenti, assai mi giovi
piú che se taci. Ed Elena fallí
non per sua volontà, bensí dei Numi,
e assai giovò con quel suo fallo agli Èlleni,
che dell’armi inesperti e della guerra
erano, e quivi ad esser prodi appresero:
poiché di tutti gli uomini maestra
è sperienza. E s’io, giunto al cospetto
della mia sposa, trattenermi seppi,
e non l’uccisi, saggio fui. Cosí
tu Foco1 ucciso non avessi un giorno!
Non per impeto d’ira a te rivolgo
queste rampogne, ma pel bene: quando
l’animo tuo s’infuria, a te piú piace
l’aspro linguaggio: a me giova prudenza.
coro
Cessino ornai queste parole vane,
ché meglio vale: o mal ne avrete entrambi.
peleo
Ahimè, quanto il giudizio erra degli Èlleni!
Quando il trofeo dei vinti alza un esercito,