Pagina:Tragedie di Euripide (Romagnoli) VI.djvu/72

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ANDROMACA 69


dall’oracol d’Apollo. E, giunto a Ftia,
d’una donna vorrei notizie avere,
parente mia, se vive, e se le arride
felicità: della spartana Ermione;
ché cara m’è, sebben lontana vive.

Dalla reggia esce


ermione
O porto apparso ai navicchieri in mezzo
alla tempesta, o figlio d’Agamènnone,
abbi pietà di me, te ne scongiuro,
per le ginocchia tue, ché la mia sorte
non è felice, ben lo vedi: valgano
per te le braccia mie, che ai tuoi ginocchi
stringo, non meno delle bende supplici.
oreste
Ehi là, che avviene?
M’inganno, oppur di Menelao la figlia,
di questa casa la signora, io scorgo?
ermione
Quella che figlia ad Elena Tindàride
unica nacque a Menelao, ben sappilo.
oreste
Febo, dai mali tu salvala! E il danno
ti proviene dai Numi, oppur dagli uomini?