Pagina:Tragedie di Euripide (Romagnoli) VI.djvu/89

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Tragedie di Euripide (Romagnoli) VI-0089.png

È portato sulla scena il cadavere di Neottolemo.


CORO
Ecco, già dalla terra di Delfi
il signor della reggia s’appressa,
trasportato. Oh te misero, ch’ài
sofferto, e te misero, o vecchio,
che ricevi, ma non come brami,
nella reggia il figliuolo d’Achille!

peleo
Strofe I
Ahi, che scempio veder, che scempio accogliere
debbo nei tetti miei, fra le mie mani!
Ahimè, ahi, ahi!
Perduto io sono, o tèssala
città, finito. Piú la mia progenie
non è, niuno piú abita
la casa. Oh doglie immani!
Su quale amico or potrò lieto volgere
lo sguardo? Oh care labbra, o mani, o guancia!
Oh, un Dèmone t’avesse in Ilio spento,
su l'acque del Simento!