Pagina:Tragedie di Euripide (Romagnoli) IV.djvu/147

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Tragedie di Euripide (Romagnoli) IV-0145.png


Giunge Achille.


ACHILLE
Il condottier dov’è qui degli Achivi?
Qual dei famigli a lui dirà che Achille
il figlio di Pelèo, giunto alla sua
tenda, lo cerca? Non è forse pari
per tutti, il peso dell’indugio? Alcuni
fra quanti siam su questa spiaggia, privi
di sposa ancora, vuote abbiam lasciato
le nostre case; ed altri abbandonarono
e spose e figli: tal brama di zuffe
invase, non senza voler dei Numi,
l’Ellade tutta. Ora è giusto ch’io dica
quello che m’interessa; ed altri esponga
ciò ch’egli brama. Io, Fàrsalo e Pelèo
abbandonato, in questo Eurípo attendo,
dove soffio non spira; e i miei Mirmídoni
debbo frenare; e quelli ognor m’incalzano
e mi dicono: «Achille, or che s’attende?
Per quanto ancor l’ore contar dovremo,
pria di muovere ad Ilio? Or, se da compiere
c’è qualche opra, si compia; e non attendere

piú a lungo, qui, l’indugio degli Atridi».