Pagina:Tragedie di Euripide (Romagnoli) V.djvu/48

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ELETTRA 45

difende bene il tuo sepolcro!». Parla
cosi, contro l’assente. Ora. tu reca
queste novelle a Oreste, io te ne supplico.^
Lo invitan molti, ed io, dei molti interprete:
le mani, il labbro, il cuore mio lo invocano,
il capo raso, e quei che gli die vita.
Quale onta! Il padre i Frigi sterminò,
e il figlio non saprà, giovine, e d’alta
nascita, un solo, uomo contr’uomo, uccidere?
CORO
Ecco giunge anche lui, dico il tuo sposo:
ha compiuto il lavoro, e a casa torna.
Entra Auturgo.
AUTURGO
Ehi là! Chi son questi foresti presso
all’uscio mio? Per che ragioni battono
a queste porte rustiche? Bisogno
avrebbero di me? Ma non conviene
ad una donna favellar con giovani.
ELETTRA
Non sospettare, o mio diletto: quanto
dicevano saprai. Questi foresti
un messaggio d’Oreste a me recavano. —
Di ciò che disse, ospiti, voi, scusatelo.
AUTURGO

Che dicon? Vive? Ancor vede la luce?