Pagina:Trattati del Cinquecento sulla donna, 1913 – BEIC 1949816.djvu/265

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libro secondo 259


s’ella non è ancor nata, vestiremola ancor noi di vestiti ancor non fatti. — Deh! lasciate questi sillogismi per ora, che vi tirerebbono di palo (come dice il proverbio) in pertica — disse loro il signor Giacomo; e segui poi oltre col parlare: — Appigliandoci al parere del signor dottore, e non vestendo delle sue ricche veste noi questa donna altramente, non le vogliamo (cose che pure le gran gentildonne usano di fare tuttodí, e delle picciole ancora) concedere le sue acque rose, le sue acque nanfe, il suo muschio, il zibetto, l’ambracane, il moscato e simiglianti cose a donne appartenenti? — Concediate queste delicate misture, si! — gli rispose il cognato, cosí mezo salito in isdegno ed ira; e poco appresso, pacificato nel viso, soggiunse: — O che voi dite questo dadovero, signor Giacomo, o che scherzate per tentarci. Se dite dadovero, vi si risponderá che risolutamente simili cose non sono dicevoli alla vostra augustissima e bellissima, in perfezzione, madonna. Perché, s’ella è sommamente bella, a che queste acque? E questo muschio ed ambracane, che le volete dare, perché gliele volete dar voi? Esce forse da lei qualche lezzo caprino? Pute ella forse ed ammorba la contrada d’attorno? Maledetto colui che di tali e simili cose fu inventore! Egli n’è stato principale e sola cagione de’ nostri danni. Ma come, andate a vedere il Petrarca nel Dialogo, ch’egli fa, del buono odore, e ne rimarrete chiaro, e troverete ancora di quello che nuovo vi parrá forse per entro. Signor Giacomo, egli non mi piace insomma che questa donna abbia e rechi seco si fatte bazzicature, e massime non facendo di bisogno in lei, tutta pura e tutta bella. Ora, se ’l vostro parlare è stato per motteggiare, io lo lodo e commendo assai, perché cosí cercate di farci un poco ridere e passar tempo anzi che no. Ma, se pure volevate vedere questo in noi, perché non dicevate piú tosto che buono sarebbe suto di darle un poco di fattibello, che noi diciamo, o di liscio o belletto, come dicono per altri luoghi d’Italia, e di quel rosso e bianco della signora, come dice l’Ariosto, del signor Chinaccia? — Io mi meraviglio piú che mezanamente — rispose il signor Ladislao — a queste parole: e perché voi, signor Pietro, non acconsentite di