Pagina:Trattati del Cinquecento sulla donna, 1913 – BEIC 1949816.djvu/93

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angoscia 87

di costanzia; perciò è piú perversa della fortuna di mare. E, perchè tutti li savi di Grecia hanno dimandato fortuna «pazzia», «cecitá» e «cosa selvaggia», pertanto dico donna essere tal fortuna pazza, cieca e malvaggia. Perchè la donna è piú volubile d’una palla di vento. Sí che mal va per colui che regge tal donna. Imperò, o gioveni, non vi fidate, nè ancora di donna bellissima, perciochè le cose umane non per altra cagion si mutano, salvo per cagione di donna maliziosa; perciò non vi meravigliate che la donna in ciascuna cosa abbia l’autoritá; e che faccia come la fortuna non è gran meraviglia. Sí che voi, vecchi ancora disamorati, credetemi che non si trova cosa che stia bene, sottoposta al governo di qualcuna donna. Pertanto mi maraviglio di coloro che segueno quella cosa che sempre hanno in odio: e ciò è donna, piú dannosa del mare pieno di venti, secondo Socrate.