Pagina:Trattato de' governi.djvu/317

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in Farsalo, dove essendo pochi quei che lo governano, contuttociò e’ si mantengono in stato, non per altra cagione, che per ben portarsi.

Rovinano ancora tali stati, quando in esso stato e’ vogliono crearne un altro simile. E ciò interviene quando il governo tutto essendo ristretto in pochi, essi pochi nondimanco non vi possono partecipare de’ magistrati grandissimi, come già accadde in Elide, dove lo stato, essendovi composto di pochi vecchi, venne a diventare di manco, per istare a vita in magistrato essi, che erano a punto novanta, e per essere la elezione di loro che governano violentissima, e simile a quella dei vecchi di Sparta.

Mutansi ancora tali stati stretti e nei tempi di guerra, e nei tempi di pace. Nei tempi di guerra, perchè per la poca fede, che è infra loro e il popolo, e’ son costretti a tor soldati forestieri. E a chi è preposto a tal cura avviene che spesse volte e’ vi diventa tiranno, siccome avvenne in Corinto di Timofane. E se tale cura è commessa a più e’ vi creano un potentato strettissimo. E alcuna volta temendo di non venire in questo pericolo chi governa, lascia ire lo stato in mano del popolo, per essere constretto a servirsi di lui. E ne’ tempi di pace per la poca fede che egli hanno l’uno con l’altro, e’ danno la guardia della città a soldati forestieri, e a un capo che sia di mezzo, il quale molte volte si fa padrone dell’una parte, e dell’altra; siccome intervenne in Larissa, che è intorno a Samo, nel tempo che gli Alouadi governavano quello stato. E in Abido al tempo di quelle compagnie, delle quali era una quella d’Ifiade.

Fansi ancora le sedizioni per essere scacciati questi da quegli altri, che sono nel medesimo stato di pochi potenti, e per perseguitarsi l’un l’altro per via di parentadi e di liti, siccome furono le sedizioni cònte innanzi per cagione di parentadi. E quello stato stretto,