Pagina:Tre tribuni studiati da un alienista.djvu/115

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cristiano — nella mia coscienza di filosofo — nella mia dignità di cittadino — nel mio apostolato di professore — nel mio diritto di uomo di Stato.....».

Quel giorno Sbarbaro anatemizzò la canizie contaminata di Depretis, da lui proclamato, pochi giorni prima, il salvatore della patria.

Nell’aprile 1878 pretendeva ad ogni costo che quella Facoltà Giuridica nominasse professore onorario Aurelio Saffi. Il Rettore avendogli obbiettato che i regolamenti non lo permettevano, egli si diede ad eccitargli contro gli studenti; ma la Facoltà si adunò e votò perchè fosse rimosso dall’ufficio. Il Coppino lo sospese: egli si ribellò contro il Ministro, sostenendo non potesse sospenderlo; disse che gli studenti avevano riprovato il contegno del Ministro. Ma pare, anzi, che questi, stanchi, a loro volta, del loro rumoroso Tribuno, lo fischiassero di santa ragione, sicchè egli si appellò dagli studenti al Saffi.

Schiaffeggiato dal Pierantoni, pochi anni dopo, ne loda poi in un pubblico giornale la dottrina, l’eloquenza, dopo che egli assistette ad una sua lezione, a Macerata, di enciclopedia giuridica, e di nuovo lo brindava ed elogiava quando fondava il così detto Istituto di diritto internazionale; un’idea sua, diceva lui.

Quando De Sanctis giunse al potere, egli chiesegli una cattedra di primo ordine, e vedendonelo riluttante, lo minacciò di pubblicare aver egli venduto, essendo Ministro, i segreti di Stato agli speculatori di Borsa; lui, il De Sanctis, che visse e morì povero!

A Napoli, dove venne poi mandato come incaricato dal Coppino, promuoveva, con un discorso che stancò