Pagina:Trento con il sacro concilio et altri notabili.djvu/531

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Trento. 527

da’ Venti, che sforzate da’ Monti trà’ quali è racchiuso; onde tal’hor per il gran fremito, e corruccio sembra anzi il Mar turbato, quindi Virgilio:

Fluctibus, et fremitu assurgens, Benace, marino.

[Pesci del Lago Benaco.] Quanto à’ Pesci del Lago Benaco, senza nominar tante altre spetij, le Anguille vi vengono in gran copia, & qualità, come anco le Tinche, Luzzi, Barbi, e Bulbari. Le Trutte con esser grandi riescono stimate assai, ne meno delicate le Sardene, & Agoni, de’ quali dissi. [Pesce Carpione, e sua stanza.] Ma poi il Rè de’ Pesci di questo Lago è il Carpione del tutto singolar’, anzi unico al Lago di Garda. Pesce degno da imbandir’ ogni real mensa; tanto è pretioso, e caro in fatti non men che di nome. A Riva i Carpioni capitano in tempo di Neve, & si pescano: per altro risiedono d’ordinario al Tretto verso Garignano, dov’è fama, si cibino di Vena d’oro.

Hò fatto questa scorsa sù’l Lago di Riva delicioso veramente, e commodo da passeggiarvi, si come trovai godibili li Passeggi anche per Terra.

[Uso antico in Riva di vender’ il Pane.] Regna in Riva un antico Costume notabile di vender’ il Pane in publico sù certi Palchetti, che s’espongono fuori delle Case. Così che tanto essendovi il Venditore, quanto nò le Genti vanno à levar’ il Pane, che vogliono, con lasciar’ il danaro. Et se bene per parte tal’hor de’ Compratori manca il conto: ad ogni modo quest’Uso non si dimette sù la franchiggia forsi, che deve haver’ il Pane, come primo Viatico dell’Humano Vivere. Costumanza questa, che non viddi altrove: