Pagina:Una sfida al Polo.djvu/102

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96 capitolo viii.

— Quei giornali divorano una foresta alla settimana dunque!...

— Poco meno, Walter, — rispose il canadese. — E questo enorme consumo comincia ad impensierire non poco i yankees, i quali vedono scomparire le loro antichissime e meravigliose foreste con una rapidità spaventevole.

— E quali parti impiegano delle piante?

— La corteccia, la quale viene lavorata con una rapidità incredibile.

Poco tempo fa si è anzi tentato un record da una grande cartiera di Eisenthal.

Alle sette e trentacinque del mattino tre alberi venivano tagliati in una vicina foresta e subito portati alla fabbrica dove vennero immediatamente scorticati e macinati. Il legname fu ridotto, passando per diversi bagni, in una specie di pasta che fu affidata alle macchine da carta che la distesero in fogli sottili ed alle nove e mezza il primo foglio usciva già pronto per la stampa.

La tipografia di un giornale quotidiano sorgeva a quattro chilometri dalla fabbrica.

I primi fogli furono caricati su un’automobile e portati alla tipografia. Alle dieci le prime edizioni del giornale uscivano belle e stampate cogli alberi abbattuti due ore e mezza prima.

— È meraviglioso!... — esclamò lo studente, — Ma se si va di questo passo non vi saranno più foreste sulla superficie del globo.

— No, anche la distruzione delle boscaglie presto si arresterà, poichè i chimici hanno già trovato di che surrogare le corteccie dei pini.

Oggi si comincia a ottenere della buona carta colla torba ed a un prezzo quasi derisorio.