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al reverendiss. monsignore


MINERBETTI


vescovo d’arezzo




SONETTO VII.

 
Voi pur vedeste, Signor mio, l’affanno,
     E la costanza del gran Cosmo allora,
     Che giunto quasi al fin dell’ultim’ora
     4Più curava l’altrui, che ’l proprio danno.

Nè però l’alto stil vostro, cui danno
     Sì gran loda i migliori, e che s’onora
     Ovunque è ’n pregio il ver; spiegate ancora,
     8Come a voi di mestier fosse il nono anno.

Fate dunque, Signor, tanto or giocondo,
     Quanto allor mesto a gran ragion, se i preghi
     11D’un vostro servo umil nulla in voi puonno;

Che per voi sappia, e si rallegri il Mondo,
     Che ’l buon Duce Toscan, vostro, e mio donno
     14Null’ha ’n terra, che ’l vinca, anzi che ’l pieghi.