Pagina:Varon milanes.djvu/58

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il nome, quasi che li paragoniamo con li abitatori della terra di Faran.

Farieu. Mantello. Questo nome è tolto dalla parola Greca φάρος, che è l’istesso, che Tunica, Pallium.

Fasnà. Ammaliare. È tolto dal verbo Latino Fascino, as, che significa ammaliare, onde disse Virgilio nella terza Egloga.

Nescio quis teneros oculus mihi fascinat agnos.

quindi è formato ancora quel che diciamo Par nò fasnal. Voce che si usa, quando si loda la bellezza d’un fanciullo, o d’altra cosa. È da sapere, che la vana superstizione degli antichi giudicava, che il Fascino si facesse per mezzo della lode, quindi ebbero quella voce Praefiscine, della qual si serve Plauto, ed è quello, che noi diciamo Par nò fasnal.

Fatt. Senza sale. Viene dal Latino Fatuus, a, um, id. sine sale, insipidus, & proprie dicitur de cibis; Translatè de insulso, come ancora appresso noi, on om fatt, un uomo goffo.

Floss. Debole. È tolto dal Latino Fluxus, a, um, quod sumitur pro laxo, il che per traslazione si può dire d’un debole, quasi habeat vires fluxas.

Forbes. Forbice, stromento da tagliare. È tolto tutto di peso dalla parola Latina Forfices, che significa appunto stromento tale.

Fracà. Rompere, spezzare. È tolto dal verbo Latino Frango, is, il quale significa propriamente Rompere, spezzare.

Fritaa. Uova disfatte, e fritte. Viene dal Latino Frigo, is, xi, xum, o frictum, dal qual