Pagina:Venezia – Relazioni degli ambasciatori veneti al Senato, Vol. I, 1912 – BEIC 1904739.djvu/143

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relazione di gioanni da mulla 137

dissegnata e construtta dal marchese Germanico Savorgnano in tempo del duca Vicenzo, come è ben noto. E quella fortezza è realmente la vera sicurtá di tutto il Monferrato, perché con essa può difendersi e sostentarsi da ogni impeto che le potesse venire o dal Piemonte o dal Milanese o da altra parte; e, se bene fosse presa qualche altra terra o luogo da’ nemici, tengono gl’intendenti della professione militare che, salva la cittadella, si potesse ricuperar il tutto in breve tempo e conservare il Monferrato: onde si può vedere quanto rilevi la conservazione di quella piazza, che dalli duchi di Mantova come propugnacolo della loro libertá merita di esser tenuta cara quanto le pupille degli occhi propri. E se bene non manca chi tenghi la costruzione della cittadella esser stata superflua, perché, se per un rispetto assicura il Monferrato, che è in se stesso Stato aperto, dall’altra però ha ingelosito tutti i principi e tirato a sé gli occhi d’ognuno, in maniera che possi aportar causa piú tosto di travagli ed una gran spesa per mantenerla; con tutto questo però confessa ognuno che sia fortezza molto considerabile e che sia necessario, poiché è fatta, conservarla con tutto il studio possibile e con ogni imaginabile accuratezza.

Può renderli quel Stato intorno a 230.000 ducati d’entrata all’anno, che consiste in dazi, e la maggior parte in vini, de’ quali abouda il paese grandemente, e, quello che rileva moito, oltre la copia, sono tutti delicatissimi, onde hanno l’esito per tutte le parti sempre molto facile ed ispedito.

Si può dunque concludere che fra il Mantovano ed il Monferrato abbia il signor duca di gente descritta 30.000 soldati in circa e 1200 cavalli, oltre le lance della sua guardia. E può cavare da questi due Stati intorno a 430.000 ducati d’entrata, in tempi però di quiete e di pace; perché quello che possi aver cavato di manco questo principe in questi ultimi anni de’ travagli, particolarmente dei Stato del Monferrato, che ha convenuto sentire non solo il danno dell’offesa de’ nemici, ma il peso della diffesa degli amici per l’alloggio cosí lungo e continuato de’ spagnuoli, io lo lascio considerare alla somma prudenza delle Signorie Vostre eccellentissime.