Pagina:Versi del conte Giacomo Leopardi.djvu/77

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

( 77 )



XII


Ma zoppicando il ranocchione accorto
    Fugge, e d’un salto piomba nel pantano.
    Il topo, che l’avea creduto morto,
    Stupisce, arrabbia, e gli sta sopra invano,
    Chè del piagato re fatto avveduto,
    Correa Colordiporro a dargli aiuto.



XIII


Avventa questi un colpo a Rodipane,
    Ma non gli passa più che la rotella.
    Così fra’ topi indomiti e le rane
    La zuffa tuttavia si rinnovella:
    Quando improvviso un fulmine di guerra
    Su le triste ranocchie si disserra.



XIV


Giunse a la mischia il prence Rubatocchi,
    Giovane di gran cor, d’alto legnaggio;
    Particolar nemico de’ ranocchi;
    Degno figliuol d’Insidiapane il saggio;
    Il più forte de’ topi ed il più vago,
    Che di Marte parea la viva imago.