Pagina:Versi di Giuseppe Giusti.djvu/97

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il sospiro dell'anima. 73


» Ma un sentier che la pace ha per confine,
     Laghi, perenni fonti, aure beate,
     Pianure interminabili e colline
     Di perpetua verdura inghirlandate,
          Sempre innanzi alla mente desiosa
     Siccome sogni ricordati stanno,
     E il forte immaginar che non ha posa
     Di stupor t’empie e di segreto affanno.

» Qui l’avida pupilla non s’appaga
     Nelle bellezze della donna amata,
     Nè tu vedesti mai cosa più vaga,
     Nè mai diversa donna hai desiata;
          O non ravvisi in lei l’Angelo vero
     Così velato di corporea forma,
     O quella che amoreggia il tuo pensiero
     Sopra i fior di quaggiù non posa l’orma.

» Vegliando incontro ai bei sogni ridenti,
     Ogni più chiuso albergo apre al dolore;
     E quasi armato di sè stesso, il core
     Vigor si fa degl’intimi tormenti.
          Di cosa lieve pueril talento
     Mai nol travolge seco in lungo oblio,
     E mai non seppe abbandonarsi, lento
     Seguendo inerzia, a lubrico pendio.

» Virtù d’amor non lieve e non mentita
     Come gemma derisa asconde e serba;
     La sua non terge per l’altrui ferita,
     Ma del comun gioir si disacerba;
          Non corre a maledir con facil piede
     Se il fatto non risponde all’alta idea,
     Vagheggia in sè coll’occhio della fede
     Secoli di virtude, e là si bea.