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Italia del Sig. Ferber, io mi era figurato che la Solfatara fosse una Montagna d'ogni intorno isolata[1]; ma il vero è che trovasi continuata cogli altri Monti vicini, formando per lungo tratto una non interrotta catena.
Sarebbe inutile s'io quì mi trattenessi nel descrivere la forma, il circuito, e la profondità di cotesto Campo Flegreo, come pure le diverse qualità de' caldissimi fumi, che esalano dal suo seno; ovvero il romor cupo che si ode, battendo in più luoghi il terreno; non già che tai cose non sieno state da me diligentemente notate, e che io non le reputi degne d'Istoria; ma perchè estimo superflo il particolarizzarle al presente, trovandosi narrate, anzi con sazietà ripetute da una lunga mano di Viaggiatori. Piuttosto reputo più confacente il descrivere con qualche dettaglio le principali produzioni di questo non ancora del tutto spento Vulcano, per essere state, almeno la maggior parte, fino al presente o ignorate o taciute.
- ↑ «La Solfatare represente encore aujourd-hui une Montagne assez élevée et isolée de tous côtés». Lettres sur la Mineralogie etc. de l'Italie etc.