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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/111

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valiere Gioeni non nomina mai cosiffatta produzione. Vulcano, e Stromboli, per accennare due Isole, che sono in attuale abbruciamento, non mi manifestaron vestigio di tai sulfuri, come a' rispettivi luoghi diremo. Trovandosi adunque il medesimo diffuso in più luoghi della Solfatara, stimo prezzo dell'opera l'arrestarmi alquanto nella considerazione di esso, e de' corpi, a cui va unito.

I. Le Pietre, che quì imprendo a descrivere, sono state prese in massima parte dalle interne pareti della Solfatara, la prima delle quali lascia luccicare tanto nell'esterno, quanto nell'interno diverse massolette, che alla lente esplorate si scorgono essere sottili aggregati di sulfuro di ferro, altri cristallizzati in cubi, altri in globetti, altri amorfi. Al primo appressarvi la fiamma del tubo ferruminatorio, cominciano a perdere il color giallo, che ben presto con la loro distruzione si toglie affatto, lasciando intanto sentire un odore leggermente sulfureo.

Cotesto prodotto è una lava a base di pietra di corno, in parte decomposto,

Tom. I. D