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chè tocco dalla fiamma del tubo ferruminatorio, cola visibilmente, e cresciuta l'attività del fuoco, si leva in una fiamma cerulea, che dura finchè la crosta sia consunta, restando di lei solamente qualche atomo di bianca polverosa terra, che non è altro che una porzioncella di lava scomposta, unitasi a questo sulfuro.
Ma alla presenza del solfo, che si manifesta ancora pel fortissimo suo odore, va unita quella dell'arsenico, manifestandolo i bianchi fumi, che nell'accensione del sulfuro di ferro si sollevano, e che mandano sensibilissimo odore di aglio.
Queste sono le materie vulcaniche che alla Solfatara più o meno abbondano di sulfuri di ferro. Ma donde la loro origine? Risultando essi dalla combinazione del solfo col ferro, e del primo essendo ricchissimo questo Vulcano, perciò appunto Solfatara appellato, e d'altronde trovandosi quasi sempre questo metallo mescolato ai prodotti vulcanici, dal quale anzi ricevono d'ordinario i varianti colori, abbiamo già in pronto i due principj prossimi del sulfuro di ferro. Ma cosiffatta combinazione è ella nata per
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