corrisponde un altro più basso di color di cenere, dove la lava è di gran lunga meno pregiudicata. Questi due strati forman fra se un bellissimo contrapposto. Il bianco, ove più ove meno, si sfregia dal coltello, appiccasi alla lingua, percosso dall'acciajo non manda scintille, si manifesta pastoso al dito bagnato che sopra vi corre, dotato è di considerabile leggerezza, e battuto dal martello rende un suono cupo, a guisa d'una terra mezzanamente indurata. Per l'opposito lo strato cenerino suona alla percossa del martello come dura pietra, di cui ha eziandio il peso, aspro è al tatto, pressocchè nulla si attacca alla lingua, scintilla al battifuoco, nè lo intacca punto il coltello. Lo strato bianco in qualche sito è grosso d'un pollice, in altri lo è più, per l'opposito non mancano luoghi, dove ha sottigliezza di poche linee. Quasi sempre il bianco sfuma a poco a poco, cangiato insensibilmente in cenerino, ma in qualche parte taglia in modo, che immediata ne appare la separazione.
I feldspati in questa lava (giacchè ne è pienissima) sono prismatici, de' quali i più grandi si estendono a 10.