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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/119

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sorli neri, non distinguibili ove bianca è la lava, meno forse perchè non ci esistano, che per avere nella decomposizione smarrito il colore.

Questa lava, che è a base margacea, non liquefassi alla fornace, ove notabile sia la sua decomposizione, ma in altre parti meno decomposte riducesi a una specie di fritta.

VII. La Solfatara non ha forse lava più compatta, più dura, più pesante, e di grana più fine di questa. Silicea ne è la pasta, grigio il colore, e scintilla forte all'acciajo, e a due linee tragge l'ago calamitato. E' a base di petroselce, e imprigionati in lei sono diversi feldspati, e sorli, ma taluno di questi ultimi è stato fuso dal fuoco, dimostrandolo le gocciole, in che per la liquefazione si è convertito. Questa lava è vestita d'una crosta bianchissima, alta un pollice scarso, nata dal decomponimento sofferto. I risultati di questa lava alla fornace sono a un di presso i medesimi che gli altri della lava N.° VI.

VIII. Questa lava è decomposta del tutto; superficialmente, ed anche a qualche profondità è bianca, e pressocchè