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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/123

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sotto l'occhio, hanno figura prismatica, e l'analogia c'invita a credere che sia lo stesso degli altri.

Queste infinitesimali cristallizzazioni le crederei posteriori di tempo al raffreddamento della lava albergatrice, generatesi in quelle vacuità da sottilissime deposizioni sorlacee, per la feltrazione dell'acque. Ma di simili avventizie cristallizzazioni nelle lave più opportunamente ragioneremo in altra parte di questo Libro.

XI. Gli ooliti nominati al N.° V. giacciono in certe picciole gole della Solfatara, dove corre l'acqua, quando piove. Sono o ritondi, o alcun poco schiacciati, del diametro al più di mezzo pollice, della bianchezza della neve, di somma leggerezza, facilmente stritolabili, e convertibili in polvere quasi impalpabile. Si appiccano fortemente alla lingua, e ciascuno è formato di sottilissime sfoglie. Quindi questa stalattite vulcanica nella formazione non differisce dall'altre.

Sarebbe superfluo il ragionar quì del sulfato di calce, aderente ad alcune lave, come pure del sulfato di ferro, e dell'osside di arsenico sulfurato rosso,