Vai al contenuto

Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/126

Da Wikisource.
64

spezzi, fa sentire al gusto il sapor del sulfato di allumina.

XIV. Il secondo saggio per metà circa dimostra pari decomposizione, e quivi è bianco, ma nell'altra metà che ha il colore del piombo, poco ha sofferto, scintilla vivamente all'acciajo, e a due linee muove l'ago magnetico. Questa lava è a base di petroselce. Sì la porzione lievemente decomposta, che l'altra che lo è d'assai, rinserrano romboidali feldspati, de' quali i maggiori si allungano ad un pollice, e la loro alterazione non è quasi conoscibile, ove la lava è meno alterata, e dove lo è più, si sfogliano con qualche facilità, ritenuto però un grado considerabile di naturale durezza, e splendore.

XV. Il terzo saggio è una lava d'un grigio scuro, di rottura silicea, molto compatta, e che dà scintille all'acciajo. E' a base di petroselce con abbondanza di feldspati, e di sorli. Per ritrovarla tale gli è d'uopo spogliarla d'una grossa crosta albiccia e mezzo polverosa, nata per la decomposizione. In questa crosta i sorli, e i feldspati ritengono qualche con-