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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/128

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Io non pretendo d'essere sicuro di avere numerate tutte le lave della Solfatara: è possibilissimo che ve ne sieno altre da me non osservate. Confido tuttavia di avere esposte le principali; il che a me basta per poterne trarre i seguenti risultati.

I.

Pressocchè tutte le lave finora descritte, sono, qual più e qual meno, decomposte, e il decomponimento suole essere accompagnato da un proporzionato grado di bianchezza. Di questo doppio fenomeno parlano già alcuni Autori, e i primi ad avvertirlo sono stati i Sigg. Hamilton, e Ferber, adducendone insieme una plausibil cagione, che è quella de' vapori acido-sulfurei, che escono della Solfatara, e che in copia infinitamente maggiori escir dovevano quando era nel suo vigore l'incendio, i quali a poco a poco penetrando le lave, le hanno insensibilmente rammollite, e imbiancate. E di vero somiglianti cangiamenti osserviamo avvenire ad un pezzo di nera lava agli aliti dell'ardente solfo per un tem-