ci esistono, trapelare non già dal corpo delle medesime, ma sempre da fenditure o bucherattole ad esse, o al tufo frapposte. Per questi impedimenti adunque non potranno eglino agire che superficialmente, in quanto che esciti di que' fori, e sparpagliatisi attorno, e da' venti spinti contro le lave, le penetreranno, e col lungo volger degli anni produrranno in esse le sopra esposte alterazioni. Rade sono state le lave decomposte, dentro cui trovato non abbia bricioli di solfo attaccato, ivi addensatosi dai suddetti acidi, che sono pure que' dessi, che sì abbondantemente lo producono nel seno della Solfatara.
Ma quale potrà essere l'origine di cotesti vapori sulfurei, lenti struggitori delle lave, che in forma di bianchi fumi, cocentissimi al tatto, da più fessure della Solfatara del continuo ne esalano? Non saprei pensare a più ragionevol principio che ai sulfuri del ferro, che a dovizia sparsi nel fondo del Vulcano si scomponessero, per l'accostamento dell'acque sotterranee, e lentamente si accendessero, producendo in tal guisa que' fumi sulfurei caldissimi, che fanno testi-