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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/132

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monianza troppo palese, non esser quivi le sotterranee accensioni del tutto spente. E la romorosa effervescenza che sotto al piano della Solfatara in più d'un luogo si sente, sembra indizio quasi sicuro dell'intestino scomponimento di cotali sulfuri.

I fumajuoli della Solfatara per affermazione del Padre della Torre[1] di notte tempo fiammeggiano. Niuno poteva essere più al caso di accertarsene, che l'Abbate Breislak, per aver lì presso il suo albergo, il quale però da me domandatone, mi attestò di non avere mai veduto somigliante fenomeno. Essere tuttavia potrebbe, che dal tempo che vennero osservati da quel Fisico in poi, sofferto abbiano qualche cangiamento.

Scarsissimi, e quasi insensibili sono i fumi, che escon dal suolo de' Pisciarelli, quantunque una volta esser dovessero numerosi, e forti, come si raccoglie dalla molta scomposizione, e imbiancamento delle lave ivi esistenti. Più sopra ho accennato il romore, che metton l'acque che hanno tal nome, nello sboccar

  1. Storia del Vesuvio ec.