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IV.
Abbiam notato che le lave della Solfatara riconoscono d'ordinario per base il petroselce, e il sasso corneo. Aggiungerò di avervi anche trovato il granito, non però in massa, ma a piccioli pezzi, che per essere erratici, mi lasciano in pendente, se a questo Vulcano propriamente appartengano. Che anzi paruti essendomi non tocchi dal fuoco, li crederei piuttosto avventizj. Questo granito è a due sostanze, che sono il quarzo, ed il sorlo.
Ma un altro prodotto non vogliamo obbliare, il quale forma grandi aggregati da un lato dell'interno cratere di questo Vulcano. Desso è un tufo cenerognolo di mezzana consistenza, a strati di varia grossezza, e la superficie d'ogni strato è coperta d'un velo nericcio, ove sono scolpiti manifesti vestigj di piante. L'Abbate Breislak primo osservatore di questo tufo, dopo l'avermelo fatto vedere sul luogo, mi diede da esaminare coteste impronte di piante, sospettandole alga marina. Quando io era in Napoli mi