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mancò il tempo di agiatamente far questi esami, che dappoi furono da me instituiti a Pavia in diverse mostre del medesimo tufo. Alcune parti di esso non manifestano che impressioni di pianticelle, ma altre ne mostrano le veraci foglie. Sono striate, e le strie corrono per il lungo, e tocche con la punta d'un ago, romponsi di leggieri, e si scorgono convertite in sostanza carbonacea. Su le prime dubitai, se fossero piante d'alga; ma fatti poi alla lente esami novelli, e confrontate le foglie del tufo con quelle dell'alga naturale, ne rimasi appieno convinto.
Cotesta osservazione io con l'Abbate Breislak la reputo di molta importanza, potendosi da essa a buona dirittura inferire, che quella parte della Solfatara, che risulta del mentovato tufo, sia stata fondo di mare, sollevato per l'azione de' fuochi sottomarini. Nè penerei a credere, che il rimanente di essa avuto avesse la medesima origine; quindi che le materie tutte di quel Vulcano uscite fossero dall'acque marine. Tale di fatti sappiamo esser l'origine di più altri monti,