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presso con occhio filosofico le interne viscere di quella divampante Montagna[1].
A queste ben giuste ragioni per consecrare all'eccelso Merito dell'E. V. questa mia Opera, qual ch'ella sia, potrei aggiugnere i tanti, e segnalati favori, di che continuamente mi ricolma l'impareggiabile munificenza di Lei: le Superiori e più efficaci premure, perchè salga in maggior pregio, e al più compiuto perfezionamento pervenga questo pubblico Imperiale Museo di Pavia:
- ↑ È a tutti nota l'onoratissima menzione fatta da Don Gaetano de Bottis, già R. Professore in Napoli nella sua Opera (Istoria di varj incendj del Vesuvio) di S. E. il Sig. Conte di Wilzeck, in allora Ministro Plenipotenziario, e Inviato Straordinario delle LL. MM. II. presso S. M. Ferdinando IV. il Re delle Sicilie, nominandolo come testimone di veduta d'un fenomeno singolarissimo avvenuto in una eruzione di quel Vulcano, del qual fenomeno dovrò giovarmi in un luogo di questo Libro.