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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/147

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sente loro efficacia sono fatali agli animali non meno, che all'uomo, non ostante che non offrano agli occhi il più tenue indizio di loro presenza[1]. Una serie ben lunga di Scrittori ne parlano, ch'io qui potrei nominare, se amassi far l'erudito fuor di proposito. Solamente laddove molte di queste mofete sono temporarie, quella della Grotta del Cane è perpetua, sembrando che fosse anche mortifera a' tempi di Plinio. Siccome un uomo, stando in piè diritto, non soffre punto, per non sollevarsi questa mofeta che a poca altezza, così vi andai sopra senza pericolo, e per quanto aggrottassi le ciglia, non era in lei visibile esalazione di sorta.

Il perchè dubitai forte di qualche equivoco preso dal Ferber, quando dice, che i micidiali vapori escono per la parte più bassa della porta della Grotta,


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  1. Quantunque per mofeta intendano i moderni Chimici il gaz azoto, pure io non ricuso di dare un tal nome all'aura mortifera di questa Grotta, per venire così chiamata dai Napoletani, e per usare gl'Italiani questo vocabolo, nominando altri luoghi similmente micidiali.