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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/148

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come un fumo bianco[1]. Siccome ho veduto, che i fumi di una torcia di fresco spenta dalla mofeta, calano bianchicci al basso, e ne escono per il fondo della porta, così opino che di quì sia nato lo sbaglio, giacchè appunto egli commemora in quel luogo del suo Libro l'esperimento della torcia smorzata.

Non posso tampoco accordarmi con lui nel pensare, che i mali cagionati da questa mofeta siano una conseguenza della tolta elasticità dell'aria[2]; essendo già dimostrato, esser questi un effetto del gaz acido carbonico, come prima di tutti lo ha fatto vedere il dotto suo Patriotta, Adolfo Murray. E siccome sappiamo, che spenta una candela in questo gaz, il fumo, che indi ne nasce, si mescola più facilmente a lui, che all'aria atmosferica, quindi intendiamo come i fumi d'una torcia, che cessa di ardere nella Grotta del Cane, si abbassino dove è il forte della mofeta, e radendo il suolo ne vengan fuori per la parte inferiore della porta.

  1. L. c.
  2. Ibid.