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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/149

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Colui che è destinato a custode della Grotta, e che per guadagno fa l'esperimento del cane a' forestieri, dopo che questo animale è boccheggiante, e mezzo morto, lo riconduce all'aria libera, poi lo getta nel vicin Lago di Agnano, facendo così credere che quella breve immersione nell'acqua sia necessaria al pieno ristabilimento del cane. Il Ferber racconta il fatto, e mostra di restarne persuaso. Il vero è però, che il gettar l'animale nel Lago è una ciarlataneria, per rendere più spezioso il cimento, e per trarre dalla borsa de' creduli più facilmente il danajo, bastando la sola aria atmosferica per ridonare agli animali la vita di prima.

I saggi del Murray per fissare la natura di questa mofeta, ci scoprono una rilevante verità per lo innanzi sconosciuta, e dobbiamo sapergliene grado. Eglino però non ci dicono quel tutto, che noi potevamo apprendere da questo picciolo sotterraneo speco. Chiunque versato sia nelle Scienze fisiche, e possegga alquanto la difficil'arte dello sperimentare, facilmente si avvede quanti curiosi tentativi novelli si possano instituire là dentro,


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