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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/158

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ciò di combinare l'una cosa con l'altra, credei che la temperatura della mofeta fosse eguale a quella dell'aria atmosferica, e che la sensazione del calore nel mio corpo fosse prodotta dalla natura stessa del vapore mefitico, ciò che procurai di spiegare con i principj Crawfordiani. Ma molte esperienze fatte nella Grotta del Cane mi hanno assicurato, che quell'esalazione ha un grado proprio di calore diverso dall'atmosferico. In nove volte che ho ripetuto quest'ossevazione, il termometro appeso al cancello della Grotta 3. piedi sopra lo strato della mofeta, era tra i 13., e 15. di R., e situando la palla sul suolo, in modo che fosse immersa nella mofeta, è salito il mercurio tra i 21., e 22. Che se i corpi che si estraggono fuori della mofeta, non dimostrano al tatto questa diversità di temperatura, ciò non deve sorprendere, sì perchè la differenza è picciola, sì ancora per la grande umidità di cui essi sempre sono carichi, e che produce nella loro superficie una continuata evaporazione. Questa osservazione l'ho voluta più volte rinnovare, servendomi anche di termometri diversi, giacchè sapeva