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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/196

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gettura fissate dal Sig. Don Niccola Andria Regio Professore chiarissimo nell'Università di Napoli, nell'interessante suo Libro Delle Acque Termali, ove innanzi di ragionare di quelle d'Ischia, adombra con lungo apparato di erudizione, e dottrina l'Istoria naturale di questo Paese, alla quale rimetto il curioso Lettore, che con profitto amasse restarne istruito.

Seguendo però il divisato mio piano, io mi contenterò di descrivere, e far palesi le precipue produzioni del fuoco di cotal luogo, accompagnate da quelle ponderazioni, che crederò più opportune alla natura di questo argomento. Comincerò pertanto dal Castello della Città d'Ischia, edificato su d'uno Scoglio attorniato dal mare, e avente di circuito poco più d'un quarto di miglio. La lava, e il tufo sono i due componenti dello Scoglio. La prima, secondo i diversi luoghi, fra se diversifica in apparenza, ma sostanzialmente emmi paruta la medesima qualità di lava, la cui base è una roccia cornea. E' nel novero delle compatte, mezzana ne è la durezza, l'aspetto terroso, e nero esternamente, ma al di dentro bigiccio. Quella specie di lurido,