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Lasciando il Castello, e la Città d'Ischia, e dirigendo i miei passi all'ouest, presentasi alla distanza d'un miglio un torrente di lava, detta l'Arso, che è la meno vecchia di tutte; perchè corsa nel 1302., e nelle Storie Fiorentine dal Villani descritta. Di fronte allargasi quasi a un miglio dimezzato, ed in lungo si stende a un miglio e mezzo; e la lunghezza sarebbe stata maggiore, se la lava incontrato non avesse il mare, ove è restata in parte sepolta. Il torrente sul piano dove è corso, si scorge interrotto da alture, e da abbassamenti; e veduto a qualche distanza rappresenta un numero immenso di grandi masse di muricce tumultuariamente accumulate. Non ha visibile cratere, se per esso voglia intendersi, conforme il consueto, una bocca più o meno ampliantesi verso gli orli, e restringentesi alle parti inferiori. Ma il sito d'onde scaturì la lava è un angusta squarciatura alle radici del Monte Tripeta. Malgrado l'essere poco meno di cinque secoli, che questa laya ha colato, pure su di essa regna una trista sterilità, non appigliandovisi ancora fil d'erba, e rimanendo soltanto in più luoghi coperta